PROGETTO DI SPERIMENTAZIONE DIDATTICA
La nostra scuola si pone all'avanguardia nella lotta alla dispersione scolastica, con l'elaborazione di questo progetto, che, affondando le sue radici in una serie di leggi (legge 15 marzo 1997 n. 59, capo IV art. 21 comma 8/9; D.P.R. 18 giugno 1998 n. 233; D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, art. 4, commi 1/2/4), ideate a tal scopo, offre ormai da diversi anni uno strumento concreto per il recupero degli apprendimenti negli elementi con prerequisiti deboli o inesistenti.
INTRODUZIONE
Da sempre nella scuola, l'organizzazione dei tempi e degli spazi, l'uso delle risorse, la definizione degli obiettivi, l'individuazione di metodi e mezzi e i contenuti di apprendimento, sono pensati a partire da un alunno “medio”, parametro entro il quale sono inseriti tutti gli allievi che possono essere istruiti e formati secondo un criterio di omogeneità.
Ma le scelte indifferenziate e astrattamente paritarie hanno, di fatto, ghettizzato le differenze, cristallizzandole e trasformandole in difficoltà di apprendimento e negato l'esistere di tutte quelle diversità che dovrebbero, invece, essere assunte come valore ed avere diritto di cittadinanza nella società della conoscenza.
Il messaggio unico, inviato durante la “normale ora di lezione” viene tradotto, all'interno di una classe, in codici diversi e si rapporta a differenti livelli di competenza non necessariamente di tipo scolastico o acquisiti durante percorsi di istruzione formali.
Ma se oggi, la scommessa da vincere, in termini di istruzione ed educazione, è quella del diritto all'apprendimento in un mondo che sempre più si coniuga al plurale, allora “la differenziazione della prassi didattica e la costruzione e la realizzazione di percorsi individuali di apprendimento scolastico”, diventa necessità ineludibile e le classi eterogenee, comunemente intese come gruppi stabili, non si configurano più come le uniche sedi privilegiate per gli apprendimenti.
Opportuna appare, dunque, la costituzione di gruppi omogenei che occupino “una parte” del tempo scuola e che non privino gli alunni delle indispensabili esperienze di confronto con la ricchezza cognitiva, affettiva e relazionale, propria della classe eterogenea di appartenenza.
Tale soluzione organizzativa richiede, naturalmente, alcune condizioni:
basso rapporto numerico insegnante/alunno;
lavoro dei docenti in team;
spazi opportunamente attrezzati;
tempi modulati intenzionalmente e legati alle soggettività e ai ritmi di apprendimento individuali;
opportuna modulazione di obiettivi, contenuti, attività didattiche,strategie, metodi e mezzi.
Finalizzazione
Garantire a tutti gli alunni della Scuola Secondaria I grado “A. Manzoni”, non più e non solo il diritto alla frequenza, ma il diritto all'apprendimento, al successo nello studio, al disegno personale del proprio progetto di vita.
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Destinatari: almeno 10 alunni frequentanti la I, II e III media, indicati dai Consigli di classe, per i quali il percorso formativo come da ordinamento, sia pure dentro le forme di flessibilità previste dalla Scuola Secondaria I grado “A. Manzoni”, risulta insufficiente a colmare forme di analfabetismo sommerso, a risolvere la mancanza di sintonia linguistica tra allievo e docente e tra allievo e compagni di classe; a ridurre fenomeni di demotivazione allo studio e/o di eccessiva irrequietezza e insofferenza verso tutte le attività che caratterizzano il quotidiano tempo/scuola; a sopperire allo scarso coinvolgimento delle famiglie.
Obiettivi
- Adattare l'organizzazione agli stili di apprendimento di ogni singolo alunno;
- predisporre strutture di lavoro, di insegnanti ed alunni tali da garantire il perseguimento di tutti gli obiettivi istituzionali su gruppi eterogenei e su gruppi omogenei di alunni;
- mettere in grado ogni alunno di spendere al meglio le proprie forze e capacità cognitive;
- sanare tempestivamente quei “debiti” che rischiano di stabilizzarsi e durare tutta la vita;
- orientare gli allievi ad operare scelte consapevoli ed efficaci per il proprio futuro, ad assumere decisioni anche in situazioni complesse, a padroneggiare crisi e conflitti, incertezze e paure legate, in particolar modo, a momenti di grande cambiamento.
Organizzazione
Tempi: da ottobre a giugno per tutti gli alunni.
Spazi: un'aula attrezzata e dedicata agli alunni destinatari del Progetto;
laboratorio di Educazione artistica;
laboratorio di informatica;
aula di musica.
Struttura dei gruppi di apprendimento: gli alunni saranno aggregati in tre gruppi omogenei, corrispondenti alla I, II, e III classe, costituiti da un numero non superiore a dieci. I docenti impegnati nel Progetto lavoreranno, quando possibile, in compresenza.
La rilevazione dei bisogni e delle risorse di ciascun alunno destinatario del Progetto, avverrà attraverso l'uso di strumenti per la diagnosi degli stili individuali di apprendimento;
Per quel che riguarda i contenuti specifici delle singole discipline relativi all'insegnamento della Lingua italiana, della Storia e della Geografia, delle Scienze Matematiche, dell'Educazione Musicale, dell'Educazione Artistica, lingua Inglese e Francese, essi coincideranno, nelle linee generali e nel rispetto dei ritmi di apprendimento rilevati, con quelli indicati nelle programmazioni delle classi di appartenenza degli alunni.
A TAL SCOPO, I DOCENTI AFFIDATARI DEL PROGETTO LAVORERANNO CON GLI ALTRI INSEGNANTI NEI VARI DIPARTIMENTI, PER UN'AZIONE DIDATTICA CONGIUNTA E COORDINATA.
In ogni caso i docenti opereranno scelte tendenti a privilegiare l'acquisizione dei saperi e delle abilità fondamentali nel rispetto dei bisogni di ciascun alunno. I saperi disciplinari saranno integrati da attività laboratoriali: Laboratorio di Informatica, Attività espressive, Musicoterapia. Sistematiche saranno le attività di laboratorio relative all'Informatica, alle attività artistiche e musicali.
Metodologie
Considerato il basso rapporto numerico insegnante/alunno, le metodologie potranno essere diversificate e flessibili, in ogni caso orientate costantemente al principio dell'intervento individualizzato.
I docenti cureranno non solo l'aspetto cognitivo ma anche quello relazionale, che anzi, nella prima fase delle attività, costituirà un elemento centrale e determinante in relazione agli esiti dell'intero Progetto. Per questa ragione sarà dedicato il primo mese alla conoscenza-accoglienza degli alunni, i quali saranno poi sollecitati a produrre delle autobiografie che avranno l'obiettivo di rendere più agevole il loro inserimento nella nuova realtà di classe.
Nell'ambito della propria disciplina ciascun docente valorizzerà le conoscenze in possesso degli allievi e, a partire da queste, adeguerà gli interventi alle loro necessità. Si motiverà il lavoro scolastico partecipando agli allievi gli obiettivi didattici da conseguire e privilegiando attività laboratoriali che consentano un approccio più operativo e gratificante alle discipline, utile allo sviluppo delle abilità fondamentali.
All'interno di tale ottica, si è ritenuto opportuno adottare le seguenti linee metodologiche:
- analisi relativa al vissuto degli alunni e ai loro bisogni affettivo-relazionali;
- analisi delle conoscenze degli alunni;
- rafforzamento dei prerequisiti di base;
- scelta dei contenuti nel rispetto del criterio di gradualità e di adeguatezza, partendo dalle esperienze dall'interesse dei ragazzi;
- coinvolgimento degli alunni nel processo di insegnamento/apprendimento attraverso il dialogo, operazioni manuali e lavori di gruppo;
- utilizzazione dell'errore come momento di riflessione, rinforzo e apprendimento;
- lavoro in team da parte dei docenti.
- Strumenti
Libri di testo, fotocopie, video registratori, riproduttori sonori, cassette audio e video, computer, strumenti musicali, tastiera.
Risorse
- A043 Italiano, Storia/Ed.civica, Geografia (quattro docenti)
- A032 Ed. musicale (un docente)
- A028 Ed. Artistica (un docente)
- A059 Scienze matematiche, Chimiche, Fisiche e Naturali (due docenti)
- A245 Lingua francese
- A345 Lingua inglese
Staff dei collaboratori della Presidenza.
Una unità/orario residua per ciascun docente, da dedicare all'integrazione tra le attività curricolari e quelle più strettamente individualizzate, ore che vedranno i docenti sperimentatori inserirsi nei Dipartimenti disciplinari.
Aule destinate e materiali a richiesta.
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Verifica e Valutazione
Nota Direttori Generali 24 ottobre 2000
Istruzione Secondaria di I Grado e Istruzione Elementare Prot. n. 12735
Oggetto: Valutazione degli alunni.
Per la valutazione degli esiti di insegnamenti facoltativi eventualmente introdotti nel piano dell'offerta formativa potranno essere utilizzate sia la stessa scheda di valutazione, sia, se necessario, una specifica nota integrativa il cui modello sarà deliberato dal Collegio dei docenti. Durante il primo periodo di sperimentazione, è stato deciso di sottoporre gli alunni a verifica solo all'interno dei percorsi individualizzati per non creare ansie da prestazioni e conflitti cognitivi troppo alti e, per ciò stesso, intollerabili.
La valutazione in itinere, all'interno dei Consigli di classe mensili, sarà fatta congiuntamente da tutti gli attori dei processi di insegnamento, come quella a conclusione
del primo quadrimestre, previa modifica - deliberata dal Collegio dei docenti - della scheda ministeriale di valutazione.
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Monitoraggio e Valutazione del Progetto
La valutazione del Progetto si snoda lungo tre momenti distinti:
- valutazione ex ante o valutazione di impatto
- monitoraggio o valutazione di processo;
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valutazione ex post o valutazione di risultato.
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Nella prima settimana di settembre del corrente a.s., il Gruppo di Progetto, d'intesa con i docenti impegnati nel percorso di sperimentazione, ha più volte ed in più riunioni, cercato di calcolare l'impatto che la sperimentazione avrebbe avuto sugli alunni destinatari del Progetto, sulle classi di appartenenza, sui Consigli di classe e sull'intera comunità scolastica. E' stata, infatti, tentata una “simulazione dei risultati”, cercando di riflettere sia sugli esiti della sperimentazione sia sulle resistenze, le difficoltà e i rischi nei quali ci si sarebbe imbattuti, quali quello: della frammentazione, essendo assai difficile il governo di iniziative così complesse; del mancato raccordo fra tutte le attività proposte e, tra queste, e la restante parte della vita scolastica; della delega totale da parte dei Consigli di Classe; delle risposte settoriali; della sovrapposizione delle verifiche; di una mancanza di chiarezza sui criteri, sui soggetti e sugli oggetti della valutazione.
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Il monitoraggio o valutazione di processo, sarà accompagnato da opportuna documentazione, sia per quanto riguarda le decisioni assunte dal “gruppo sperimentale” durante le diverse fasi del Progetto sia con riferimento ai prodotti/risultati dell'azione didattica. Sistematici saranno, inoltre, gli incontri tra i docenti sperimentatori, i responsabili del Progetto e le famiglie degli alunni destinatari della sperimentazione.
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La valutazione dei risultati sarà centrata sulla congruenza tra gli obiettivi dichiarati ed i risultati effettivamente raggiunti nelle aree di intervento previste e si esplicherà sul doppio versante dell'efficienza e dell'efficacia. A tale proposito il Gruppo di lavoro utilizzerà sia strumenti formali (analisi dei costi, questionari, interviste strutturate e semi strutturate…) che informali ( analisi della documentazione prodotta in itinere, osservazioni, riunioni...).
Scuola "A. MANZONI" Barletta